Svoltosi ad Alatri, il convengo dal titolo “La storia dei nostri miracoli”, ha approfondito la storia dei miracoli eucaristici avvenuti in quattro città italiane: Cascia, Offida, Alatri e Trani.

13, 14 e 15 Maggio 2022. Una tre giorni vissuta all’insegna degli aspetti, letti a 360°, scaturiti dagli eventi miracolosi singoli.

Venerdì 13, la città ospitante, ha scoperto il prodigio locale attraverso la presentazione di un libro a riguardo. Per decenni oscurato dalla forzata secolarizzazione della società, spesso restia alla comprensione di tali manifestazioni, è stato il prof. Armando Frusone ad aver voluto ridonare luce all’evento prodigioso. “Il miracolo oscurato” la sua pubblicazione, ove l’evento viene descritto sotto forma di romanzo.

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Il 14 è stato il giorno centrale del Convengo stesso. Alle ore 16 ci si è recati presso la Cattedrale, consacrata e dedicata a San Paolo Apostolo. Qui, S.E. Rev.ma Mons. Lorenzo Loppa, Vescovo della Santa Chiesa che è in Anagni-Alatri, ha introdotto le motivazioni che hanno portato ad organizzare una tre giorni improntata sulla Santissima Eucaristia. “Maggiore fra tutti i sacramenti è la Santa Comunione, da scoprire e riscoprire quotidianamente” ha spiegato ai convenuti. Il Signor Sindaco della città, il Dott. Maurizio Cianfrocca, assieme agli Assessori Antonio Agostini e Sandro Titoni ha esternato l’aspetto civile in confronto a ciò che è avvenuto nel 1228. Quindi ciò che ha loro incoraggiato a concretizzare un sogno desiderato da notevole tempo. Una riscoperta sì religiosa, ma soprattutto civica. Motivo del grande attaccamento della popolazione nei riguardi. Dopodiché la parola è passata a S. E. Rev.ma Mons. Piero Marini, già Presidente del Comitato Congressi Eucaristici Internazionali. Egli, delegato della Santa Sede, ha descritto in maniera sobria ed efficace la Santissima Eucaristia ed il perché Dio “utilizzi questo sacramento per manifestarsi nella sua umanità”. 

A seguire si è dato il via alla scoperta dei quattro miracoli già citati. Per il prodigio di Cascia è stato Padre Gennaro Lione O.S.A. l’oratore. Ha sottolineato una parola chiave: riscoperta. Per i casciani, infatti, per motivi di grande devozione nei confronti della santa delle cause impossibili, Rita, il miracolo è passato in secondo tono. Circa l’evento di Offida, Don Giuseppe Capecci, ci ha tenuto ad utilizzare il termine: segno. Egli, come più volte ribadito, ha preferito descrivere il tutto con il suddetto termine cosicché si parli di un qualcosa di concreto, più che astratto. Un segno vivo ed efficaci nei tempi odierni. La Dott.ssa Alessandra Macciocca, storica della città dei Ciclopi, volutamente proposta dalla Curia Vescovile, prontamente ha assegnato all’evento ciò che necessita: un risveglio. Rifar proprio ciò che si è manifestato, nonostante le distrazioni del tempo attuale. Infine, per il miracolo eucaristico di Trani, Mons. Saverio Pellegrino, oltre alla spiegazione storica del tempo dell’avvenimento, ha affrontato il significato del prodigio nell’oggi. “Il miracolo di Trani è pegno di quell’amore di Dio che mai abbandona i suoi figli. È vivo ricordo di quella presenza del Signore Gesù nei tabernacoli presenti nelle chiese di tutto il mondo”. Attraverso questa affermazione, ancora una volta ciò che in Trani è accaduto attorno all’anno 1000, di Giovedì Santo, è motivo di legame di vera comunione. Non si analizza ciò che ha portato la Donna a commettere quell’ingenuo atto di sperimentazione dell’Ostia consacrata. È Dio stesso che usa le nostre fragilità  per manifestarsi, proprio perché deboli ed umanamente così limitati. 

Infine, Domenica 15 Maggio, una solenne concelebrazione eucaristica delle ore 11, vissuta nella Cattedrale, ha concluso una tre giorni che, a dir di molti, altri obiettivi non ha desiderato che: riscoprire ciò che Dio ha operato, ed opera tutt’ora, per il bene dei suoi figli.

Il Convegno ha dato il via ad un coinvolgimento prossimo fra le quattro città indicate attraverso iniziative pastorali-sociali, storico-culturali e di sane catechesi eucaristiche. Un evento di grazia che, ancora una volta valorizza ciò che è divino, in un tempo favorevole alla riscoperta del sacro, spesse volte dimenticato volutamente.

Articolo di Alfredo Cavalieri

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