Di fronte all’attuale chiesa, nel 1460 Antonella Palagano, vedova Lionello Palagano, onora il marito istituendo, un ospedale in ricordo del coniuge dipartito. Durante le lotte tra i Palagano e i Caccetta (1456), le muore anche il suo unico figlio: Giovanni. Così, pia e dedita alla preghiera,  la vedova Palagano desidera fondare un monastero in onore del marito e figlio morti. Il titolo è naturale: Giovanni Lionello.

Papa Sisto IV, con Bolla Papale del 1 Gennaio 1477, ne approva la creazione del monastero francescano, lì dove sorge l’ ospedale. La chiesa, nel 1477, prende il nome del monastero voluto dalla Palagano (1477). Essa è sita lungo la strada che conduce verso la Basilica-Cattedrale (via Beltrani). È la parrocchia dell’arcivescovo di Trani, rientrando la Curia Arcivescovile nel suo territorio parrocchiale.

Nel 1599, nelle strutture adiacenti alla suddetta chiesa, vi si trasferiscono le Suore Clarisse di Santa Chiara, creandone un monastero. Antecedentemente le religiose si trovano di fronte alla chiesa intitolata al Battista. Il monastero è collegato alla chiesa attraverso un arco che scavalca via Duomo (oggi Beltrani). La struttura originale, danneggiata in modo distruttivo durante i bombardamenti del 1943, è stata demolita. È stato costruito un nuovo edificio, sede ancora oggi dell’Agenzia del Territorio. Le Suore, col passare degli anni, hanno svolto un serio ruolo educativo a livello cittadino. Loro, infatti, hanno insegnato alle generazioni di fanciulle tranesi l’arte del ricamo, la passione della “conserva”, l’amore realmente donato alla famiglia e alla Santa Chiesa.

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Così, per varie necessità educative, nel corso del tempo hanno acquistato gli spazi degli adiacenti limitrofi. Tanto che, agli inizi degli anni ’60 dello scorso secolo, le Clarisse possiedono una vera e propria “cittadella della clausura”. Una sorta di territorio proprio, ove farsi prossime alle necessità della società, figlia del proprio tempo. La zona si può così limitare: chiesa di San Giovanni, via Leopardi, via la Giudea, vico Morola. Ogni ambiente ha al suo interno stanze dedite ad ogni ramificazione dell’insegnamento che le suore, con sana passione, infondono nei concittadini.

Nel 1966, a causa delle difficoltà igienico sanitarie che il centro storico prevede, si pensa ad altro luogo per la vita religiosa. Così l’arcidiacono del Capitolo metropolitano, Mons. Nicola Altobello, invoglia le Clarisse a risiedere in un altro luogo. Viene scelto il terreno adiacente al Santuario della Madonna del Medico (via Andria). La nuova struttura incoraggia e favorisce nuove entrate nel monastero, da parte delle giovani. Ahimè, a solo un anno di distanza, quello che risulta un luogo di pace e preghiera, perché isolato dal centro abitato, viene invaso dalle costruzioni. Infatti, ne 1967, nel nuovo piano di valorizzazione edilizia economica nazionale, il monastero viene inglobato dalle abitazioni e dal caos della vita di città. Nel 2021, dopo 544 anni di storia, il Monastero sito in via Andria, a causa della moria di vocazioni alla vita religiosa, sotto l’Abbadessa Madre Cesarina Dell’Orco, chiude i battenti. Si chiude tristemente un capitolo che tanto ha insegnato e tramandato nella storia delle generazioni di Trani. 

Nella chiesa di san Giovanni è presente la parrocchia Santa Maria Assunta, fino al 1966 presente nella Basilica-Cattedrale. Con la venuta meno delle suore, è risultato pastoralmente vincente “spostare” la suddetta parrocchia presso una chiesa così incoraggiante per le attività catechetiche ed altre. Il luogo sacro è sede della venerabile confraternita di sant’Anna. Questa realtà, inserita pienamente nella vita della chiesa, presta costantemente servizio liturgico all’altare. Durante il mese di Luglio la congrega organizza i grandi festeggiamenti in onore della propria Titolare. Il 26, culmine della novena, si vive la processione esterna con l’antica immagine di S. Anna e Maria bambina, lungo le vie del centro città.

La parrocchia è anche sede della Pia Unione Primaria di Santa Rita, dal 2007. Questo gruppo di preghiera, aperto al ramo maschile dagli ultimi anni, organizza i festeggiamenti annuali della Santa delle impossibili. Anche per tale ricorrenza, la novena culmina con la processione cittadina con l’effigie di S. Rita. Attualmente è alla guida pastorale, in quanto parroco, il Can. Don Michele Cirillo, originario di Trinitapoli (BT). 

Articolo di Alfredo Cavalieri

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