Uno dei titoli più cari, assegnato alla Vergine Maria, è quello riconducibile al Monte Carmelo. Il significato è “giardino di Dio”. Tale dono della natura è una delle bellezze maggiori della Palestina. È sito poco distante da Nazareth. Il monte, spiegato dalla Sacra Scrittura, è metafora del Paradiso eterno. Scalare cioè la vetta che conduce direttamente a Dio. Ben nove secoli prima della nascita sulla terra della dolce Fanciulla, il profeta Elia decide di trasferirsi proprio sulla cima della montagna già citata. Egli, dedito ad una vita basata sulla preghiera e sulla contemplazione, è stato precursore del monoteismo in Israele. Un folto numero di uomini prosegue la scelta del profeta, tanto da creare una prima comunità.

Nel XII secolo, un gruppo di pellegrini è intento a seguire una vita eremitica, sotto la protezione della Madre di Dio. Così, come per Elia e la sua compagnia, decidono di iniziare ad abitare in quei luoghi sopracitati. Ha origine un Ordine religioso che prende il nome del luogo scelto. Nel 1247 fra Simone Stock, oggi santo, riceve un’apparizione ove Maria istituisce il Sacro Scapolare. Ricevuto questo dono, questo segno è sinonimo di consacrazione alla Vergine col titolo del Carmine. Questo simbolo libera le anime dal Purgatorio, tirate su in Paradiso dalla promessa donata a Stock stesso.

La devozione verso la Madonna, sotto il titolo del Carmine, ha in Trani origini antiche. Qui l’Ordine dei Carmelitani nasce attorno al 1540. I religiosi risiedono inizialmente presso il Convento di Gesù e Maria, in aperta campagna. Attorno al 1552, sotto l’arciepiscopato del Sig. Cardinale Giovanni Domenico De Cupis, amministratore apostolico dell’arcidiocesi tranese, iniziano i lavori di costruzione della nuova sede (sul porto). Nel 1823, un pio gruppo di devoti, da origine ad una congrega. La Confraternita è composta per la maggiora parte da “gente di mare”. Sodalizio che, da quell’anno ad oggi, zela il culto e la devozione della titolare. Assegnata successivamente alla cura spirituale e pastorale dei Padri Barnabiti, la chiesa del Carmine viene eletta a Santuario. La messa quotidiana, celebrata dai religiosi, permette al popolo fedele di “legarsi” affettivamente ad un così grande culto. I festeggiamenti annuali sono attesi dall’intera comunità cittadina e dai pellegrini che ivi si recano. Hanno inizio il sette del mese di Luglio. È la novena a fare da sipario alla festività. Un predicatore invitato dal sodalizio, diverso di anno in anno, recita le antiche preghiere innanzi all’immagine della venerata. Segue la celebrazione dell’eucaristia. Ogni giorno un’intenzione particolare viene applicata, per la Chiesa e per tutta la sua intera comunità di battezzati. Il sabato antecedente la solennità del Carmine, Trani vive un momento del tutto unico. È la cosiddetta “Sagra al Mare”. L’eucaristia, in serata, viene celebrata esternamente al santuario. Fa seguito alla stessa una processione di accompagnamento di una effigie, di recente manifattura, presso la Lega Navale Italiana (nei pressi del Fortino di Sant’Antuono Abate). L’immagine viene imbarcata su un motopeschereccio. Si crea una processione in mare, formata da moltissime imbarcazioni. Il corteo marittimo sosta presso l’avamporto. La presenza dei sommozzatori, recanti una fiaccola in mare, è caratteristica e commovente. I loro sforzi vengono affidati ad una preghiera di intercessione per i defunti in mare. Essa è esternata dal sacerdote nel mentre, con fare discreto e solenne, viene affidata alle onde una corona di alloro. La benedizione conclusiva e l’eterno riposo, per coloro che hanno perso la vita durante la vita di mare, scandisce il rientro al porto. Sbarcando presso Piazza Triste, mentre viene incendiato un fuoco di artificio sul Molo San Nicola, il corteo religioso attraversa il porto, così da vivere il rientro in chiesa.

Pubblicità

Il 16 Luglio, solennità, è un giorno che viene vissuto con grande trasporto emotivo da parte dei convenuti. Sin dalle ore 6 del mattino molteplici sono le celebrazioni delle sante messe, sino a tarda mattinata. La supplica, delle ore 12, conclude le liturgie. La sera, attorno alle 19:30, prende piede la grande processione di gala. Organizzata dall’omonimo sodalizio, esso si snoda attraverso le principali strade della città. Viene condotta in corteo l’antichissima statua lignea napoletana, rivestita di oggetti votivi preziosissimi. Le tradizionali soste, innanzi ad abitazioni e locali commerciali, sono un momento locale del tutto particolare. Durante la fermata si recita l’ “oremus”, ovvero la preghiera di colletta dal proprio della messa del giorno. Si conclude con la benedizione impartita sui fedeli li presenti. Al rientro in santuario, una enorme folla di festa, onora la vergine con canti e plausi. I fuochi pirotecnici, infuocati “sul braccio”, danno fine alla festività. 

La suddetta festa riconduce molti concittadini, a fare memoria di un evento scolpito nel cuore della popolazione. Luglio 1968. Nei pressi della rettoria del Sacro Cuore di Gesù (già Via Bisceglie) avviene un tragico incidente. Un cavo elettrico, a causa della tremenda tempesta, spezzandosi cede sul manto stradale, finendo in una pozzanghera. Francesco Petaroscia, giovane studente universitario, dedito alla rimozione, ne rimane folgorato. Altri due gli interventi, tristemente morti: una mamma, Angela Calefati ed un piccolo, Cesare Bombini.

“TRANI CITTA’ DI MARIA” è il sunto della grande devozione dell’intera popolazione, nei riguardi della Madonna, venerata in loco attraverso i molteplici titoli. L’Arcivescovo S.E. Mons. Giuseppe Maria Leo, a conclusione del Congresso Mariano del 1934, ha desiderato fortemente, con Decreto Arcivescovile, assegnare alla ridente Perla un titolo così singolare. Fra i molteplici patrocini, infatti, vi è la liberazione del paese dal morbo della peste. Grazia che ha condotto l’Amministrazione comunale a votarsi all’Immacolata, col Voto Pubblico del 1656. Seguono le consacrazioni alla Madonna di notevoli chiese e la nascita di relative arciconfraternite e confraternite, associazioni e cenacoli, gruppi di preghiera e movimenti, che il suo nome portano.

La solennità di metà Luglio è annuale ricorrenza di dolcezza. Quello sguardo, infinitamente tenero e misericordioso, rispecchia la pietà del perdono di Dio. È singolare attrazione verso coloro che, continuamente o sovente, alla Vergine si affidano. Lei, venerata singolarmente e comunitariamente, ricorda la scelta degli antichi padri. Loro hanno optato verso l’altezza di un monte. Qui invece si è scelta una chiesa presente sul porto. Venti le tavole ex-voto presenti presso il Santuario. Esse ricordano le tante guarigioni che Dio ha operato, con l’aiuto di Maria. Famiglie, salute venuta meno, nubifragi, incidenti stradali e tutte quelle situazioni negative bagnate dalla guarigione che proviene dalla Grazia. Bisognerebbe far propria l’affermazione del Santo Padre Francesco: “Un cristiano senza la Madonna è orfano. Anche un cristiano senza Chiesa è un orfano. Un cristiano ha bisogno di queste due donne, due donne madri, due donne vergini: la Chiesa e la Madonna”. Tornare alle origini della nascita del culto può aiutare la comunità locale. In tale maniera, il ritorno all’essenziale, potrà farci esclamare: “Ave Regina et Decor Carmeli”, “Salve Regina e Decoro del Monte Carmelo”.

In conclusione si evince che la storia del Santuario della Beata Vergine del Monte Carmelo, è fortemente legata alla grande devozione della città di Trani alla Vergine Maria. A proposito di questo, ecco di seguito, il filmato sulle origini del culto a cura di don Mauro Sarni in un video dello scorso anno.

Articolo di Alfredo Cavalieri

Lascia un commento